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Le antiche radici di Babbo Natale.

Un viaggio tra simboli sciamanici e tradizioni pagane.

 

La figura di Babbo Natale cosi' cara ai nostri bambini, come quella di Santa Claus, hanno radici storiche nell'antica tradizione pagana e multiculturale.

L' origine di questa fantastica figura vestita di rosso con lunga barba bianca e che viaggia su di una slitta trainata da otto renne, per portare nella notte di Natale i regali ai bambini buoni, si ricollega alle antiche divinita' pagane di tutta Europa. Oggi lo troviamo con nomi differenti come ad esempio Papa' gelo in Russia,Wainachsman in Germania e Jolupukki nei paesi scandinavi.Con un'attenta ricerca nelle vecchie tradizioni e' possibile ricollegare queste figure identiche e con nomi simili a divinita' come Saturno per l'antica Roma, Dio dell'agricoltura, Cronos per l'antica Grecia, padre del tempo, Odino o Votan e Nickar per le popolazioni germaniche,la capra di Yule per le regioni scandinave e l'Holly king (Re dell'agrifoglio) ed il dio Dagda per le popolazioni Celtiche, insieme anche a Herne o Cernunnos.

 

 

Il cristianesimo ha sostituito nei secoli a venire queste figure con Santa Claus che naturalmente ha avuto anche una sua particolare evoluzione fino ai giorni nostri.

Secondo la tradizione Cristiana San Nicola vive intorno al 300d.c. a Myra in Lycia nell'attuale Turchia, dove copriva la carica di vescovo (guarda caso raffigurato con il particolare abito lungo rosso e dalla lunga barba bianca) e si dice che abbia partecipato al concilio di Nicea ma il suo nome non compare nell'elenco storico dei vescovi presenti e quindi non vi sono prove storiche della sua esistenza umana, ma piuttosto che la sua figura ed il suo culto abbiano appunto delle radici legate a divinita' pagane come Poseidone o Nettuno divinita' superiori marine che viaggiano su carri trainati da cavalli o dal romano Saturno protettore dell'agricoltura, infatti nell’antica Roma per salutare il Solstizio di Inverno venivano celebrati i Saturnali, in onore di Saturno, i festeggiamenti duravano dal 17 al 24 dicembre ed in tale periodo si chiudevano le scuole ed i tribunali; ci si scambiava visite e doni, sparivano le classi sociali. Per tutto l’anno era proibito, nella città, il gioco d’azzardo; ma poiché era strettamente legato a Saturno, durante i Saturnali veniva tollerato. Era quindi quasi d’obbligo, in tale periodo, giocare anche a soldi… immaginavate quali lontane radici si nascondono sotto un innocente giro di tombola? Il giorno 24 si concludeva con un grande banchetto illuminato da lumini e candele, con brindisi e scambio di auguri. Il giorno 25 era dedicato al Sole Invicto: il Sole, cioè, che sembra sul punto di essere inghiottito dalle tenebre ma invece risorge e torna a brillare, a scaldare, a riportare la Vita sulla Terra.

In Russia invece Santa Claus prende il posto di Mikoula, dio della raccolta che sostituisce al solstizio d'inverno il dio “vecchio”, quindi possiamo ben notare le varie affinita' che troviamo sia con i nomi che con il carattere della divinita', infatti anche per Poseidone o Nickar, protettori dei marinai, tutti i loro templi sulle citta' costiere e sui piccoli porti si trasformano in chiese dedicate a S.Nicola, vedi anche la festa del santo patrono nella citta' di Bari dove la statua del santo viene portato in processione su di un'imbarcazione.

Tornando alla tradizione piu' celtica, troviamo la figura dell'uomo selvaggio vestito solo di pelli, di foglie e con corna di cervo sul capo, dove dal solstizio d'estate sino a quello invernale viene denominato Re dell'agrifoglio e viceversa il Re della quercia, infatti le due figure rappresentano benissimo i due periodi della ruota dell'anno e la dualità nella divinità maschile secondo la tradizione pagana celtica,che e' molto legata ad una tradizione agricola e contadina, il primo simbolo della decadenza del sole, dell' oscurità, della morte e rinascita ed il secondo invece della luce, della fertilità e della creazione.

Per questo abbiamo una traccia primordiale di una divinita' sovrapposta alla figura principale di Cernunnos,l'antico Dio celtico della fertilita' e signore dei boschi nella sua dualita' luce-tenebra tipico di una divinita' sciamanica.

Anche la divinità irlandese Dagda si ricollega perfettamente ad una delle tante virtù del Babbo Natale, come per esempio il suo calderone da dove attinge doni e cibo per saziare tutte le sue genti.

Se vogliamo analizzare alcune analogie con il Babbo Natale odierno e le antiche divinita' pagane, troviamo per esempio la slitta, che ci ricorda il carro di Poseidone o di Apollo trainato da otto cavalli, a traino di questa oggi vi sono le renne o i cervi che si ricollegano alle corna di cervo del Cernunnos oppure otto erano anche le gambe di Sleipner, il cavallo di Odino, ed anche otto erano le festivita' del calendario pagano o meglio dei Sabba solari.

Il Natale moderno o meglio cristianizzato si sovrappone alla festa pagana del soltizio d'inverno ,che e' la festa del sole nascente e della rinascita, quindi troviamo la visione del Babbo Natale che porta i doni ai fanciulli, simbolo di rinascita e di augurio per il nuovo anno e la nascita del figlio di Dio, la nuova luce del mondo.

Anche il folleto aiutante di Babbo Natale, da mediatore e messaggero tra la divinita' e l'uomo diventa con l'influenza Cristiana semplicemente un servitore destinato unicamente alla costruzione dei beni materiali.

Per essere piu' precisi e legati all'antica tradizione dovremmo cambiare l'iconografica del Babbo Natale, dove la sua figura sarebbe piu' simile all'uomo selvaggio e sciamano con l'abito di colore verde per sottolineare il mondo vegetale e la rinascita delle forze cosmiche ma nel 1930 un' illustratore di una famosa bibita americana ricoloro' l'abito di Babbo Natale con il colore rosso per questioni pubblicitarie e l'influenza di tale mezzo ci ha fatto ereditare questa visione sino ai giorni nostri oltre che rimarcare l'immagine vescovile di San Nicola.

 

"articolo tratto dalla rivista Vento tra le Fronde "

Ossian